F.Guccini Samantha scende le scale di un attrezzato comunale e poi l'appartamento sar suo, o meglio, dei suoi genitori che ogni mese devono strappare il da uno stipendio da fame. Ma tanto grande da impazzire e il sole incerto becca di sguincio in questa domenica d' pietra, ogni portone e ogni altro ammennicolo urbanistico. Ma Samantha saltella, non sa d'avere le gambe da e il seno, come si dice, in fiore, teso sopra un corpo ancora e Samantha, ancora non sa d'avere un destino da modella, corre lungo i graffiti osceni delle scale, quasi donna, quasi bella. E fuori Milano muore di malinconia, di sole che l in periferia, di del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico. Lontano il centro, quasi un altro mondo, San Siro un che non a fondo, ti un senso vago di infinito panico. un gasometro dietro a muri neri, oziosi vagolano i tuoi pensieri, in aria il cielo un qualche viola carico. Andrea gi nel cortile, jeans regolari e da vinile, a vento come Dio comanda e legata al polso la bandana, un piede contro al muro e l la aspetta perch parlarle, niente, d'amore, ma non sa che dire, con le parole quasi lombarde che non uscire e si rabbioso una Marlboro di alibi. E si guardano di sbieco, un cenno istintivo di saluto, ma a Samantha batte il da morire mentre Andrea rimane muto. E lei ritorner con le MS per suo padre steso davanti a canale e lui mediter al bar, dietro una birra, che la pu far male. E sembra che sia l a abbracciarsi quei due che non sapranno pi parlarsi, solo in un momento vago e via. Samantha cambier quartiere per un destino che non sa vedere e Andrea diventer di una pizzeria. Ed io, burattinaio di parole, perch mi perdo dietro a un primo Perch mi prende questa assurda